La Turchia ha paura...io ne ho di più

Questa mattina, come tutti i giovedì, sono partita da casa per andare a scuola, dove due giorni a settimana insegno italiano ai bambini turchi.
Sono partita con le migliori intenzioni. Cappellino di Natale nella borsa, disegni e disegnini da far colorare ai più piccoli e un bel PowerPoint sul Natale per i più grandi.
 È la settimana di Natale. Certo in Turchia il Natale non esiste, ma si festeggia l'ultimo giorno dell'anno. Quindi questa è comunque una settimana di festa. Niente a che vedere con l'atmosfera che si respira in Italia, ma nelle scuole si organizzano piccole feste con musica, dolcetti e, in quelle più "aperte" anche l'arrivo di Babbo Natale che porta regali per tutti.
Lo scorso anno, nonostante il clima intorno non fosse dei migliori, la scuola dove lavoro organizzò una grande festa, con tanto di cannone spruzza neve e bomboloni caldi per tutti. I bambini erano pazzi di felicità, e anche noi insegnanti. Certo, era sconsigliato parlare del Natale con i bambini, anche se io la mia lezione l'ho fatta lo stesso!, e in giro si sentiva molto parlare di quanto fosse sbagliato per un musulmano festeggiare l'inizio dell'anno nuovo. Il 31 Dicembre poi l'attentato ad Istanbul con il terrorista vestito da Babbo Natale certo non migliorò le cose.
Ma a parte questo i festeggiamenti ci furono e anche in grande.
Ingenuamente pensavo che quest'anno sarebbe stato migliore. Non si era sentito granché in giro. 
E invece mi sbagliavo. Eccome.
Quando sono arrivata a scuola ho capito subito che c'era qualcosa che non andava. La domanda che più spesso ho sentito pronunciare è stata: "Possiamo far colorare babbo Natale ai bambini?"
Pensavo che fosse uno scherzo, una battuta sulla rigidità della politica turca. E invece no. Era tutto vero.
La sera prima il Ministero dell'Istruzione turco ha inviato a tutte le scuole pubbliche e private, un comunicato ufficiale in cui vieta festeggiamenti di qualsiasi tipo per l'ultimo giorno dell'anno. Niente festa, niente musica, assolutamente nessun riferimento a Babbo Natale, addirittura niente dolcetti e torte. 
Ho pensato a mia figlia e ai miei studenti che attendevano quella festa praticamente dall'inizio dell'anno. Ho pensato ai regali inutilmente comprati. Al vestito da mettere scelto con cura.
Alla delusione che li attendeva.
Ho rimesso nella borsa il cappellino rosso  e i disegni con Babbo Natale e le renne, e con un bel po' di amarezza mi sono seduta preparando una noiosissima lezione alternativa sui numeri da 1 a 100!

Commenti

Post più popolari