Il Natale dove il Natale non c'é.



"Come è difficile festeggiare il Natale in un posto dove il Natale non c'è"...recita un mio post di 2 anni fa che fb gentilmente ieri mi ha ricordato!
Oggi è Santo Stefano e io mi chiedo:"Come è andata quest'anno?"...MALE, MALISSIMO.
Eppure c'erano tutti i presupposti per far bene stavolta. Io a casa, i bambini che saltano la scuola e che non sono malati, e addirittura mio marito che decide di non andare a lavoro per onorare questo giorno, per la prima volta in sette anni!
"Sarà un Natale eccezionale!" ho pensato il 24 sera.
I regali per i bambini sono pronti. Proprio quelli che desideravano e anche qualcosina in più! Per me sotto l'albero non c'è niente, ma non importa. Il Natale è la festa dei bambini! E se loro sono felici...
Arriva la mattina tanto attesa...
Io un po' me lo sentivo che qualcosa sarebbe andato storto. Chiamala profezia che si autoavvera, chiamalo intuito o mindfulness.
Fatto sta che anziché sprizzare gioia e felicità (e anche un po' di gratitudine, magari), i bambini hanno aperto i regali, sì, ma come fosse un giorno qualunque. Non c'era niente di tutto quello che io ricordavo dei miei Natali.
Siamo andati al cinema. È stato tutto un susseguirsi di pianti, capricci, lamentele...niente gioia, niente gratitudine.
Tornati a casa, stanchi e amareggiati, abbiamo mangiato un boccone e ognuno di noi si è chiuso nel suo cantuccio. Il mio morale era così a terra che non ho potuto cucinare.
E poi tutti a letto...
Soltanto prima di addormentarmi ho realizzato che cosa fosse successo: la gioia che provavo quando ero bambina, non nasceva dai regali ricevuti, ma dal poter condividere la magia del Natale con qualcuno per il quale quel giorno avesse lo stesso significato.
Senza famiglia intorno, non è Natale.

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