Le tue mani
Ho 15 anni e non so se amo leggere. Mio padre è solito ripetere che "le persone intelligenti, leggono" e così io, che non sono per niente sicura di esserlo, preferisco stare sul vago. Quando prendo un libro in mano, non penso "che bella storia... Come andrà a finire?" ma "sarò abbastanza intelligente per leggerlo?".
Ho avuto un periodo di lettura selvaggia intorno ai 10 anni. Tutta la saga di piccole donne letta fino a notte fonda e col fiato sospeso... Chi sposerà Laurie?
Ma sempre di nascosto.
Poi una lunga pausa.
In casa mia, nel salotto, c'è una grande libreria. È bellissima. L'ha disegnata mia madre. È un pezzo unico, fatta con legno pregiato. È liscia. Mi piace toccarla, passarci sopra le mani. È piena di libri. Sono i libri di mio padre.
I miei genitori leggono ma senza esserne dipendenti, all'occasione.
Io non entro mai nel salotto perché quella è la stanza di mio padre ed io ho troppa paura di lui e del suo sguardo per entrare.
I miei genitori non si sono ancora separati, lo faranno l'anno successivo, ma la mia famiglia non è già più una famiglia. Siamo 4 pezzi sparsi. Ognuno di noi si è preso una parte della casa. Io sto in camera, da sola tutto il tempo, mia madre sta di sotto, in cucina, mia sorella sta molto fuori casa e quando c'è se ne sta chiusa nello studio. Mio padre sta in salotto. Ha un grande televisore e tutti i programmi sky, ai quali noi non abbiamo accesso se lui è in casa.
Quando lui non c'è però io nel salotto ci entro e vado dritta alla libreria. Scelgo un libro, mi siedo sulla poltrona fuxia con le ruote e inizio a leggere.
Due sono i libri che ricordo. Il primo si intitola "Vendute" ed è la storia di due sorelle vendute dal padre nello Yemen e della loro lotta verso la libertà.
L'altro è la "raccolta di poesie di Pablo Neruda". Tra tutte le poesie che ho letto, una in particolare mi resta addosso. Parla di mani. E d'amore.
Non so cosa questo abbia a che fare con la poesia d'amore e con mio padre. Ma sicuramente posso dire che il primo amore della mia vita, irraggiungibile, inconquistabile, è stato proprio quello per mio padre. Il resto è storia.
LE TUE MANI
Quando le tue mani muovono,
amore, verso le mie,
cosa mi portano in volo?
Perché si sono fermate
sulla mia bocca, all’improvviso,
perché le riconosco
come se una volta, prima,
le avessi toccate,
come se prima di esistere
avessero già percorso
la mia fronte, la mia cintura?
La loro morbidezza giungeva
volando sul tempo,
sul mare, sul fumo,
sulla primavera,
e quando tu hai posato
le tue mani sul mio petto,
ho riconosciuto quelle ali
di colomba dorata,
ho riconosciuto quella creta
e quel colore di grano.
Per tutti gli anni della mia vita
ho vagato cercandole.
Ho salito scale,
ho attraversato scogliere,
mi hanno trascinato via treni,
le acque mi hanno riportato,
e nella pelle dell’uva
mi è sembrato di toccarti.
Il legno di colpo
mi ha portato il tuo contatto,
la mandorla mi annunciava
la tua morbidezza segreta,
finché si sono strette
le tue mani sul mio petto
e lì come due ali
hanno concluso il loro viaggio.
Pablo Neruda

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