Dalla testa al cuore...
Ancora un mal di gola. Di nuovo. Penso che non
è possibile. Ogni due settimane circa soffro di mal di gola. Tra laringite,
faringite, tonsillite, voce rauca, placche bianche e tosse di tutti i tipi,
sono anni ormai che lotto con questa parte del mio corpo.
Certo a casa ci sono due bambini piccoli e si sa
dall’asilo riportano di tutto. Ma può bastare questa come spiegazione? Eppure
in casa siamo in due adulti, e allora perché a mio marito non succede? E poi vado indietro nel tempo e mi viene in mente che già in passato ho sofferto spesso di mal di gola e di tosse. Mi ricordo che quando ancora vivevo in Italia, molto prima della mia partenza per la Turchia, per anni ho avuto questo stesso problema. Antibiotici, spruzzino, caramelline balsamiche, maglie a collo alto, sciarpe anche ad agosto, chi più ne ha più ne metta...ma senza risolvere granché.
Poi mi viene in mente che c'è stato un lungo periodo di pausa del problema gola. Quando? Ma ovviamente quando è iniziata quella che io chiamo “la mia seconda vita”. Se io facessi leggere la mia mano ad un esperto, sono sicura che vedrebbe nel mio palmo una brusca interruzione intorno ai trent'anni. Quando cioè per seguire quello che il cuore non diceva ma gridava in quel momento, ho fatto baracca e burattini e ho spiccato il volo verso questa terra sconosciuta.
Sono passati quasi otto anni e per i primi sei io non ho più avuto un mal di gola.
E adesso? Il mal di gola ha rifatto capolino nella mia vita. Di nuovo, negli ultimi due anni, va e viene. A volte lieve, a volte forte, non mi da tregua. È sempre in agguato.
A questo punto la domanda è lecita: “Non è che per caso il mio corpo vuole comunicarmi qualcosa?”.
Questa gola che si arrossa, che brucia, cosa mi sta comunicando?
Io sono psicologa e certe cose le ho anche studiate. Nonostante questo, non è sempre facile quando si tratta di te stessa, fare i giusti collegamenti. Ci difendiamo, nascondiamo le nostre verità. Ci mettiamo i bastoni tra le ruote.
Ma se continui a lavorare su di te, se ti fai le domande giuste, prima o poi le risposte arrivano. E se da fuori possono sembrare banali, addirittura facili, da dentro appaiono come rivelazioni. Si accende la lampadina e finalmente vedi un pezzettino di strada che prima era al buio.
Mi guardo indietro e vedo la mia difficoltà a parlare, a comunicare al mondo quello che ho dentro.
Quando ero molto piccola, all’asilo mi chiamavano “la chiacchierina”, perché parlavo sempre, con tutti. Alle elementari ero già un po' più chiusa, più vergognosa.
Una volta mio padre mi stupì alquanto, prendendo le mie difese di fronte all’ennesima persona che chıedeva la ragione dei miei silenzi prolungati, dicendo: “Tutti sanno parlare, ma ben pochi sanno ascoltare”.
Mi ricordo quando per mesi, dopo un’evento piuttosto traumatico della mia vita, ho avuto quel groppo in gola, che non passava mai, notte e giorno, impedendomi di mangiare.
Con l’arrivo dell’adolescenza e dei problemi in famiglia, il passo tra il parlare poco e il convincersi che a nessuno interessasse quello che avevo da dire, è stato breve.
Ed era un pensiero molto pericoloso.
Cominci a trattenere i tuoi pensieri, le tue emozioni, quello che senti, inizi a censurare le tue opinioni, a tenere per te quello che ami e quello che odi, a non dire quello che desideri, e poi col tempo a non raccontare quello che sogni. Non dici quello che non ti va e così sembra che tutto ti vada a genio. Ma non è così. E dentro ti arrabbi. E ti arrabbi tanto.
Ecco il fuoco nella gola. Tutta quella rabbia trattenuta, censurata, sublimata.
Poi un giorno ti innamori e la conseguenza naturale è un’apertura straordinaria al mondo. Tutto quello che desideri è condividere cio' che senti e rendere gli altri partecipi della tua felicità. Questa è la potenza dell’amore. Così anche la persona più chiusa, quando si innamora non può far altro che arrendersi a questa energia bellissima e raccontare di sè. Si diventa creativi anche se non lo si è mai stati. Tiriamo fuori parti di noi che non sapevamo di possedere.
Ed ecco che il fuoco si spegne. Non ha più bisogno di essere.
Poi però si sa, quell’energia pazzesca con il tempo cambia, si trasforma. E se non si fa tesoro di ciò che si è imparato, si rischia di tornare indietro, per rincontrare sul proprio cammino ciò che non si è risolto. La vita ci dà un’altra possibilità.
Nel mio caso c'è la paura di non essere abbastanza importante per qualcuno che invece per me lo è molto. Questa paura può diventare una convinzione e tradurre fatti innocui o banali in prove inconfutabili.
Ma i motivi per chiudersi al mondo possono essere tanti. Alla fine la causa è importante fino ad un certo punto. La conseguenza lo è di più.
Incuriosita da tutti questi pensieri, ho iniziato ad interessarmi di chakra. È un argomento di cui non so niente, ma mi attira. E così scopro che il chakra della gola è il quinto, che si chiama Vishudda e che il suo blocco è dovuto alla difficoltà di contattare le proprie emozioni più profonde e di tradurle in modo creativo nella propria vita. Una mancanza di fluidità del flusso che va dalla testa al cuore.
Mi è piaciuta così tanto questa immagine: dalla testa al cuore.
Sarà proprio bene che ci lavori un po' su, per far sı' che i pensieri, le emozioni e in definitiva le parole, scorrano dalla testa al cuore, senza fermarsi come un nodo in gola, un groppo che non sale e non scende e che come un fuoco brucia di dolore.
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