La Sindrome del secondo figlio.




Come ci si sente ad essere sempre i secondi?

Come ci si sente a stare sempre dietro le quinte?

Come ci si sente a fare la comparsa in un mondo di attori principali?

In realtà, nessuno di noi è veramente una comparsa. Nessuno di noi è secondo a qualcun'altro. Nessuno di noi sta veramente in seconda fila...ma a volte pensiamo che sia così e questo ci fa molto soffrire, anche per tutta la vita e ci impedisce di emergere, ovvero di esprimere la nostra essenza, perche pensiamo che nessuno sia interessato. E questo è terribile.

In realtà, tutti noi siamo unici e preziosi, ma alcuni di noi non lo sanno o non lo ricordano più.

Vediamo come questo puo accadere...

Spesso, gli adulti desiderano fare figli per realizzare alcuni desideri o meglio per soddisfare determinati bisogni: il bisogno di essere madre, il bisogno di mettere al mondo una vita, il bisogno di prendersi cura di qualcuno, il bisogno di educare qualcun'altro, il bisogno di trasmettere le proprie conoscenze...

Molto più raramente invece, la scelta di essere genitore è gratuita. C'è quasi sempre un insieme di bisogni e desideri personali che spingono e motivano. 

Questo di per sé non è un fatto negativo, siamo impostati in questa maniera per garantire la sopravvivenza della specie, ma può a volte essere l'origine di alcuni problemi.

Nel nostro caso, per esempio, può accadere che un genitore, abbia già soddisfatto tutti i suoi bisogni con l'arrivo del primo figlio e che quindi il secondo, non solo non sia desiderato ma addirittura, rappresenti un impiccio.

Quando questo accade, il figlio che arriva, lo sente. Magari resterà un non detto, magari nessuno lo saprà mai, ma poco importa, perché certe verità viaggiano in silenzio e goccia goccia spaccano la pietra.

Solitamente, solo uno dei due genitori ha questo problema. Molto più rare sono le famiglie dove entrambi i genitori rifiutano il secondo figlio; in questi casi, le conseguenze sono disastrose. 

Di solito abbiamo quindi una situazione dove uno dei due genitori è già soddisfatto col primo figlio, mentre l'altro non lo è: magari perché un solo figlio non è sufficiente, magari perché desiderava un figlio di un sesso diverso da quello che già ha o magari perché non è d'accordo con le famiglie a figlio unico, è un sostenitore dei fratelli...

Quindi, l'arrivo di questo secondo bambino, rappresenta per uno dei due genitori una gioia, per l'altro un problema che non si può risolvere!

Il genitore "felice" ha qui tre possibiltà, che influenzeranno profondamente non solo l'andamento futuro di quella famiglia ma anche la crescita psicologica del secondo figlio, nonché del primo.

1. Può decidere, più o meno consapevolmente, di schierarsi contro il genitore "infelice" e a favore del secondo figlio: questa scelta, creerà una vera e propria spaccatura in famiglia, generando due fazioni: da una parte il genitore felice col secondo figlio, dall"altra, il genitore infelice che, per forza di cose, dovrà schierarsi col primo figlio, contro gli altri due.

1. Questa prima scelta, segna la fine della famiglia. La coppia scoppia, il legame tra fratelli sarà molto complicato, il primo figlio si sentirà arrabbiato e deprivato della sua famiglia d'origine che ormai non esiste più, mentre il secondo si sentirà in colpa per aver sfasciato gli equilibri familiari con la sua nascita. Arriverà ad odiarsi e cercherà di rendersi invisibile per conterere i danni dovuti alla sua presenza. Imparerà cosi bene a farlo, che continuerà per tutta la vita, con dentro un profondo senso di non meritevolezza. La frase tipica in questi casi è: "Era meglio se non nascevo".

2. Può decidere di schierarsi dalla parte del genitore "infelice" andando contro al suo bisogno personale. Può decidere per questa strada perché magari ha troppa paura di perdere il patner; magari perché è in una situazione di sudditanza, economica o psicologica. In alcuni casi, il desiderato secondo figlio può non soddisfare completamente il bisogno del genitore che pure lo aveva voluto: quando nasce un bambino problematico per esempio oppure di un sesso diverso da quello che ci si aspettava, una coppia di gemelli...

Questo è per il secondo figlio il caso più terribile perché, se nel precedente, ha per lo meno un genitore dalla sua parte, adesso è completamente solo. Non è amato. Sente di essere un peso per tutta la famiglia. L'unica ancora di salvataggio è la presenza di un altro membro familiare che lo possa amare, per esempio un nonno, una zia; in seguito, anche un insegnante, un maestro...qualcuno che lo accetti e lo ami per quello che è. 

Se non trova questo sulla sua strada, la solitudine lo schiaccerà. La sua crescita sarà molto difficile e dolorosa. La frase qui può essere: "Io non esisto, non devo esistere".

3. C'è però una terza possibilità, la più evolutiva. Il genitore "felice", consapevole di se stesso e delle dinamiche familiari in cui è immerso, si rende conto delle difficoltà del genitore "infelice" e decide di aiutarlo, aiutando così tutta la famiglia. Si può infatti tentare di capire insieme i motivi per cui quel figlio in particolar modo ci mette così tanto in difficoltà. Può, proprio quel figlio, diventare occasione di crescita per tutti. E allora, si capirà che la sua nascita, che un tempo ci era sembrata una sfortuna, invece è una possibilità!

Cosa fare allora, se si è dei secondi figli cresciuti in famiglie del primo o secondo tipo?

Cominciamo col dire che l'amore di un solo genitore non ce la fa a compensare il non-amore dell'altro. Certamente è sempre meglio che ci sia, ma purtroppo non è sufficente. Quel figlio infatti continuerà a sentire una parte mancante. Qualcosa che doveva esserci ma che non c'è stato. Inizialmente è come un'ingiustizia che lo fa arrabbiare. 

Ma questa fase non dura molto a lungo, ovvero la rabbia viene sepolta internamente perché il sistema impone di continuare a vivere ma soprattutto a fidarsi di quel genitore che invece lo ha tradito. Il bambino ha bisogno di fidarsi del genitore perché da solo non può crescere. Sarebbe ancora più spaventoso per lui ammettere che suo padre o sua madre sono inaffidabili, perche pazzi o malati, piuttosto che accettare che non lo amino. 

Il bambino può vivere senza amore ma non senza cura.

Rettifico: il bambino può sopravvivere senza amore, ma non senza cura.

Crescerà quindi con quella mancanza, ma crescerà. Sarà arrabbiato. Addirittura furioso. Potrà decidere, in base al suo temperamento, se esplodere all'esterno, creando qualche problemino a casa e a scuola, oppure implodere internamente arrivando ad odiarsi in silenzio.

Penserà di non valere. Si convincerà di essere inutile. E cercherà le prove di questa terribile verità. E le troverà.

Col tempo, incontrerà maestri che lo umilieranno, amici che lo tradiranno, allenatori che lo ignoreranno...tutto a confermare che quel genitore aveva ragione!

Questo accade non perchè effettivamente quel bambino non vale ovviamente ma perché, per la spietata Legge dello Specchio, noi riflettiamo esternamente solo ciò che abbiamo dentro. 

E allora, come si può fare a controvertire questa tendenza? Come si fa a modificare un'opinione così negativa di sé? Si può imparare ad amarsi anche quando non sei stato amato?

 La risposta è sì! Come? Con un profondo lavoro su di sé.

Molto più facile farlo se aiutati da qualcuno, un terapeuta per esempio, non è però impossibile fare anche qualche passo da soli. 

Certo, occorrerà molto coraggio ed onestà intellettuali. 

Decidere una volta per tutte di abbandonare definitivamente il vittimismo che ci ha accompagnato fin qui, prenderci la responsabilità delle nostre emozioni negative, portarle in superficie assieme ai ricordi dolorosi, farle affiorare e sentirne il dolore...tutti passi necessari per liberarci.

Ma, se non lo facciamo, continuiamo a nutrire quel bambino ferito, ingiustamente messo in secondo piano, che ferocemente arrabbiato batte i piedi dentro di noi. E non importa se siamo adulti o addirittura dei vecchietti. Quello continuerà a protestare! 

E oscilleremo continuamente tra due voci: Il bambino che urla "Ci sono anch'io a questo mondo" e il genitore ormai introiettato che insiste nel dire "Non vali niente...Non dovevi nascere...Non sei abbastanza..."

I nostri comportamenti rifletteranno questo conflitto. A volte saremo insicuri e distruttivi, pronti a sabotare qualsiasi buon risultato per confermare quella convinzione; altre volte invece ci impunteremo per affermarci, come dei veri narcisi innamorati però solo di un riflesso.

Tutto ciò può essere molto stancante. Oltretutto, si ha sempre la sensazione di non sapere chi siamo veramente. Non abbiamo un'identità ben precisa. Manca la base sicura.

Possiamo cominciare a riflettere sul fatto che nessuno nasce per sbaglio. Questo tipo di pensiero, apparentemente umile, in realtà nasconde una presunzione molto grande. Offendiamo la Vita e la sua intelligenza quando pensiamo in questo modo. Tutto ciò che esiste ha un senso, uno scopo, un motivo per esserci. Questo vale anche per le persone "cattive" o per le situazioni "sbagliate". Tutto serve ad uno scopo più grande che magari noi non vediamo.

Inoltre, se uno dei nostri genitori o entrambi, non ci ha saputo amare, non è detto che questo dipendesse direttamente da noi. Ecco un'altra presunzione mascherata da umiltà. La sua incapacità ad amare è affar suo, non nostro. Forse noi abbiamo qualcosa che lo irrita, che lo spiazza, addirittura che lo spaventa e non è detto che sia qualcosa di negativo. Magari siamo troppo per lui o per lei. 

Chi l'avrebbe mai detto? Pensiamo che il non amore dipenda da una carenza in noi quando invece potrebbe essere dovuto a troppa abbondanza!

Se riusciamo a staccarci anche solo per un attimo dalla nostra sofferenza e guardare il quadro completo dall'esterno, possiamo iniziare a vedere molte più cose. 

Possiamo guarire la ferita e imparare da essa. Possiamo avere compassione per quel genitore che ha perso un'occasione. Possiamo abbracciare quel bambino e amarlo noi stessi.

Inizia così la trasformazione e la guarigione.

Non abbiate fretta però, date tempo al tempo. Uno strappo che si è creato in tanti anni non può essere ricucito in pochi giorni.

E chiedete aiuto se potete.

Buon lavoro!












Commenti

Post più popolari