Ogni giorno è un giorno buono
Fino a poco tempo fa, la mattina appena alzata, in procinto di iniziare il giorno, mi dedicavo a decidere se quella che avevo davanti sarebbe potuta essere una buona giornata oppure no. Basandomi sugli impegni in programma, sulle cose da fare o da non fare, più o meno piacevoli, giorno infrasettimanale o weekend, presenza dei bambini o meno, pulizie di casa o dolce far niente, piove o c'è il sole, è caldo o fa freddo... questi erano i parametri che indirizzavano il mio umore. E così, se la giornata prometteva bene, era classificata una "buona giornata", altrimenti una giornataccia, e nei casi più estremi una giornata da schifo!
Finalmente il mio approccio all'inizio del giorno e completamente cambiato. Da quando ho capito, anzi ho "ricordato" che ogni piccolo evento quotidiano, anche il più banale e insignificante, può nascondere la chiave per comprendere ed imparare qualcosa di più di noi stessi, non riesco più a definire un giorno come un giorno perso o inutile o brutto.
Ogni giornata è come un tesoro pieno di possibilità che noi possiamo scegliere di cogliere oppure no. Non c'è nessun obbligo. Siamo noi a decidere quali delle innumerevoli occasioni proposte, vogliamo utilizzare per fare un passettino in più. Eventi belli, piacevoli, piccole o grandi soddisfazioni, difficoltà di vario genere, discussioni, problemi da risolvere, incontri e scontri... Infinite possibilità di lavoro su di sé.
Quanta ricchezza c'è in ogni giornata.
Finché giudichi ciò che accade come un colpo di fortuna o di sfiga, finché pensi che ti sia stato tolto qualcosa ogni volta che le cose non vanno come tu hai preventivato, finché continui a raccontarti che la giornata appena passata è stata uno schifo, sei nella perdita, sei nella mancanza e purtroppo continuerai ad attirare solo altra mancanza.
Quando invece inizi a chiederti il perché di ciò che accade, non per attribuire colpe ma per capire il tuo ruolo in tutto ciò che ti succede, dalle piccole alle grandi cose, allora esci dalla povertà ed entri nella ricchezza.
Nel rispetto di questa abbondanza, ogni mattina cerco di non chiedermi più se la giornata che ho davanti è buona o cattiva.
Per me non esistono più giornate buone o cattive. Esistono solo giornate. Da vivere.

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